Quando per la prima volta l’ho incontrato ho pensato, ‘fa’ che non diventi come loro’; fa’ che non sia una voce che il tempo dimentica, fa’ che non sia parole che il vento sa rubare. Fa’ che non lo ritrovi disegnato dentro una fotografia a ricordarmi che è stato vero, fa’ che quegli occhi d’ebano scuro non finiscano in mezzo a tutti gli sguardi che, oggi, non mi guardano più.
Ti prego. Fa’ che non diventi come loro.
— manuela g.






